Solitamente quando faccio qualche piccolo viaggio per vacanza,cerco sempre di inserire nel programma,la visita a qualche mostra,principalmente fotografica,d’arte,oppure a qualche museo. Perché  tornare a casa rilassati e riposati va bene,ma tornare anche più acculturati è meglio! :-).Per cui appena deciso la destinazione,(in questo caso Torino) vado a caccia sul web per vedere se ci sono mostre,fiere,musei o rassegne che mi possono interessare.
Scorrendo l’elenco scorgo niente popò di meno che Sebastião Salgado alla reggia di Venaria -Venaria Reale- comune nell’interlad torinese circa 15 km fuori città.Al che sono saltato sulla sedia esclamando “fatta!si va a vedere Salgado”.La decisione era presa.
Quando si sente il nome di Sebastião Salgado,si parla di uno dei più grandi fotografi del nostro tempo.Quando ho visto il suo nome nella lista e accertato che la visita era logisticamente fattibile,(visto che la permanenza in città era di sole 30 ore) ero al settimo cielo.Ma la delusione era dietro l’angolo e di fatto dopo essere arrivati li,ci viene detto che non si poteva più accedere alla mostra,che chiudeva è vero alle 18 ma per la quale l’ultimo ingresso era alle ore 16:30, erano le 16:40 avevamo sforato di 10 minuti!! (musica drammatica…)
Avvilito, ma non vinto,decido di riprogrammare la visita 3 settimane più tardi,in quella della chiusura definitiva della mostra, apportando le dovute modifiche organizzative:-)….
14-09-2018
Arriviamo a Torino alle 9:40 il tempo di depositare i Bagagli e sistemarci e ripartiamo per la seconda puntata.L’autobus n°11 passa con qualche minuto di ritardo a causa -sapremo in seguito- di deviazioni del percorso in occasione della messa di suffragio per Sergio Marchionne. Arriviamo  a Venaria Reale  dopo circa un ora  di travagliato e affollato viaggio,consumiamo un frugale pasto e finalmente ci avviamo verso la meta,che già scorgiamo in fondo alla via.

Acquistiamo i biglietti e lascio lo zainetto al guardaroba per non avere impicci,ora ci siamo! Davanti a noi l’anticamera della mostra vale già il prezzo del biglietto,l’emozione è tangibile e sarà così per tutta la durata della visita.

Questa mostra è frutto di 32 spedizioni realizzate 8 anni di viaggi in tutto il mondo,alla ricerca dei luoghi rimasti incontaminati e inviolati dalla venefica presenza dell’uomo.Luoghi che ospitano solamente le forme di vita più tenaci,ma al tempo stesso più fragili.Il fine ultimo di questo enorme lavoro,è quello di sensibilizzare tutti noi,ad apprezzare,rispettare,preservare la bellezza del patrimonio che abbiamo ricevuto in dono e che è anche la nostra casa. LA TERRA.
Per fare ciò Sebastião Salgado passa da fotografo di reportage,a fotografo naturalista ed in certe occasioni veste quasi i panni  dell’antropologo, è “costretto” a convertirsi al digitale lui che fino a quel momento aveva scattato sempre con la pellicola, perchè i controlli effettuati negli aeroporti e tutti quei passaggi ai raggi x danneggiavano in maniera sensibile le pellicole.I suoi scatti digitali in un bianco e nero potente e armonioso,hanno una resa molto simile alla pellicola grazie ad una compagnia francese,a cui Salgado si è affidato,che riesce in fase di post produzione e di stampa a ricreare l’effetto della grana  tipica della pellicola.Osservandoli si viene colti da un mix di sensazioni:alcune immagini commuovono,alcune altre ti riportano dal torpore dell’indifferenza,allo scuotimento della consapevolezza,altre ancora sono semplicemente,ipnoticamente belle,e staresti a guardarle per ore.
La mostra GENESI ,è così stata chiamata perchè immortala dei luoghi che sono praticamente rimasti tali o quasi dai tempi della creazione.
É  suddivisa in 5 sezioni :
PIANETA SUD (Antartide,Cile,Argentina,Patagonia,Terra del fuoco)
SANTUARI (Galapagos,Indonesia,Papua,Madagascar,Papua Nuova Guinea,Sumatra)
AFRICA (Algeria,Congo ,Ruanda,Zambia,Botswana,Libia,Namibia,Sud Sudan,Etiopia
TERRE DEL NORD (Siberia,Alaska,Canada,Colorado)
AMAZZONIA E PANTANAL (Brasile,Venezuela)
Malgrado non vi siano esposte  tutte le immagini,ma”solo” 240 a fronte delle 520 che sono pubblicate sul libro dedicato al progetto,la visita è durata più di tre ore,che sono volate!Si possono ammirare,non solo superbi paesaggi ,che probabilmente abbiamo visto in qualche documentario,ma anche la fauna,la flora e le genti che abitano quei luoghi.Immaginare come possano vivere e trarre sostentamento da quel poco che offre loro  madre natura e poi guardare come invece viviamo noi così detti “civilizzati”che la natura la sfruttiamo con incoscienza,non pensando alle conseguenze delle nostre azioni è fonte di profonda riflessione e di angoscia.
L’auspicio è che dopo aver visto questa mostra si esca più consapevoli e una volta rientrati nel “nostro”Mondo si presti più attenzione ai temi ambientali. Perchè se TUTTI compiamo PICCOLI gesti quotidiani,potremo cercare di risolvere un GRANDE problema che riguarda TUTTI.Ormai il tempo è poco.